Ninna nanna fuori dalla culla, di Patrizia Gioia

Questa settimana ci facciamo sì cullare, ma fuori dalla culla, come da titolo della poesia di Patrizia Gioia.

Fuori dalla culla
dondola il bambino (mio)
chi lo andrà a salvare
tra le onde del mare?

La ninna di Patrizia Gioia si inserisce nell’ambito delle poesie allopatiche, che mostrano le avversità della vita, pur rassicurando il piccolo che deve dormire dicendogli che sarà l’adulto a vegliare su di lui.

Ascolta la ninna nanna di Patrizia Gioia

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Patrizia Gioia è nata a Milano, dove vive e opera. Le sue immagini sono diventate parte dell’immaginario collettivo (packagingmock-up).
In questi ultimi anni ha voluto sperimentarsi in quello che lei ha definito “design simbolico”, un nuovo modo di relegare creativamente mente-mano-cuore, servendosi di tutte le moderne tecnologie ma senza divenirne schiava perché “è nel fare che ci si fa”, dice Patrizia Gioia “nel profondo significato dove non esiste separazione alcuna tra chi siamo e quello che facciamo”.

In parallelo si è sempre dedicata alla scrittura e alla poesia, mai separate dalle immagini evocate che l’hanno condotta a modellare forme con creta e cartapesta, ad utilizzare materiali trovati, a dipingere con colori e terre, olio, acquarelli, tempere, acrilici, matite, gessi e cere, a ritagliare da giornali, da vecchie fotografie e vecchi libri, facendo nascere ogni volta “qualcosa di cui sorprendersi e che ci trasforma”. Con Mille Gru ha pubblicato Tita. Su una gamba sola, libro che dà il titolo alla intera collana di poetry therapy di cui fanno parte anche i libri Scacciapensieri. Poesia che colora i giorni neri e Ninniamo. Ninne nanne per dire sogniamo.

Appassionata del pensiero e dell’opera di Hesse, della poesia di Rilke e della Szymborska, dell’utopia e del disincanto di Claudio Magris, delle vigorose scoperte della fisica quantistica, si è addentrata da seria autodidatta nello studio della psicologia analitica in generale ed in particolare in quella di Carl Gustav Jung che l’ha via via indotta ad aprirsi alla ricerca ed alla comprensione dell’intuizione del pensiero mistico religioso occidentale ed orientale, all’alchimia, alla fiaba, al sogno e all’arte oracolare de I Ching, dei Tarocchi, dell’Astrologia umanistica, conoscenze dimenticate o svilite e trasformate in rattrappite forme di sterile predizione del futuro, fortemente necessarie invece per recuperare la propria potenzialità intuitiva indirizzandola verso la scoperta della capacità di discernere un modello di ordine al di sotto dell’apparente confusione, ridando così alla nostra vita il Senso del sacro andato perduto ed una spinta al divenire creativo in armonia col ritmo della vita.
Una conoscenza quindi non solo intellettuale ma continuamente viva ed esperibile.

Patrizia Gioia si dedica ora particolarmente e ultimamente alla creazione di manifestazioni culturali, alla scrittura di testi per pubblicazioni di settore d’arte e poesia, mostre e artisti, alla ideazione, organizzazione e cura di mostre, convegni, e giornate di studio alla ricerca di “senso”.

Nel 2000 apre e cura a Milano SpazioStudio.