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Poetry Therapy Italia

 

11 Teorie Medici bianco

 

 

Può la poesia divenire una cura, a qualsiasi età? 

La raccolta di poesia Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri, antologia destinata principalmente a un pubblico di bambini, è stata utilizzata anche presso una casa di riposo dell’Appennino Tosco Emiliano. I risultati? Per gli ospiti un gran senso di serenità, momenti di fantasia e spensieratezza. Condividendo questa esperienza, venivano letti e analizzati i versi, creando momenti di dialogo e interazione piacevoli e sempre nuovi. 

 

L’approccio alla raccolta di poesie è avvenuto passando attraverso varie fasi, corrispondenti ciascuna a uno dei cinque sensi. Questi, infatti, per gli anziani sono molto importanti, e vanno sempre stimolati e potenziati con varie esperienze. 

 lucrezia anziani

Tatto

Proprio con l’antologia Scacciapensieri, abbiamo analizzato al tatto lo sfogliare le pagine, il ripassare il contorno delle parole, la sensazione di liscio o ruvido, per poi far riemergere ricordi passati.

Proprio in questa fase, molti degli ospiti ricordavano i genitori quando leggevano il quotidiano, oppure loro stessi intenti nella lettura. 

Altri ospiti hanno paragonato il tipo di carta del libro collegandola con altre letture. 

 

Vista

Mantenere attiva la vista, anche se spesso potrebbe essere compromessa, è fondamentale proprio perché è il senso più immediato che abbiamo.

L’osservazione dell’antologia agli ospiti ha divertito molto, soprattutto per le graziose illustrazioni all’interno dell’antologia da cui spesso gli ospiti ricavavano immagini fantasiose. I cerchi accennati diventavano palloni per gli uomini, mentre per le signore assumevano la forma di gocce d’acqua e coriandoli. Altre forme meno definite potevano essere associate a foglie, fiocchi di neve e cappelli.

 

Olfatto

A quanti di noi piace annusare il libro che si è scelto di leggere? 

Questa esperienza sensoriale, che appare banale, non lo è per tutti.

Quando ho proposto agli ospiti di annusare le pagine dell’antologia, non tutti hanno gradito l’idea, proprio perché non è una esperienza acquisita. Per molti degli ospiti l’attività risultava piacevole, altri non gradivano invece mettersi a contatto con il libro.

Anche nella terza età è importante non dare nulla per scontato, perché ancora ci sono cose da apprendere e, al tempo stesso, ci saranno sempre nozioni che i nostri anziani ci potranno donare.

 

Udito. Lettura delle poesie 

Arriviamo quindi alla vera lettura dell’antologia Scacciapensieri, un piccolo tesoro letterario.

Dispongo i libri sui tavoli del centro diurno per anziani a L., dove viene distribuita anche una calda merenda a ogni ospite. La lettura delle poesie così organizzata può considerarsi condivisa, in cui partecipano prevalentemente sei/sette ospiti per volta.

La particolarità che subito gli ospiti avevano notato, è che ogni poesia viene suddivisa da “medicine”: amore, dialogo, risata, stupore, natura e tante altre.

Ci siamo subito soffermati su queste “medicine” e sulla loro importanza per ognuno di noi.

In modo particolare ci si è soffermati sul tempo, sia quello presente sia quello ormai passato.

Sono riaffiorati vari ricordi: dei tempi di guerra, di periodi più felici della gioventù. In questa fase molti ospiti hanno ripercorso anche il momento della genitorialità o del matrimonio.

Ogni settimana, gli ospiti a turno hanno letto una poesia. C’era chi preferiva andare in ordine, quindi partendo dalla prima poesia: chi, invece, gradiva aprire il libro casualmente e leggere la prima poesia che appariva.

Al termine della lettura, gli anziani si confrontavano esprimendo la propria opinione, chi in modo più articolato, chi in maniera più sintetica. Spesso dovevo stimolare la conversazione, e si creavano così momenti piacevoli di scambio di opinioni.

La poesia che ha colpito molto la maggior parte degli ospiti è stata questa:

 

La nostra anima è una pianura

E qualche volta è secca, brucia e graffia.

Una carezza è una pioggia che cura

E che la innaffia.

 

In questi versi, ciò che faceva riflettere di più era la parola carezza. Infatti spesso gli anziani cercano il contatto fisico sia come supporto, sia come rassicurazione, o per il semplice piacere di ricevere ancora affetto. Per molte signore, la carezza ricordava loro bambine, i loro figli, i loro nipoti o quelli che avrebbero voluto avere. Per alcuni signori, carezza era l’ultimo gesto d’affetto donato alla moglie, ricevuto da un figlio o figlia o “la cosa più bella del mondo”, come mi disse il signor F. 

Le immagini che allietano la lettura dell’antologia sono semplici ma d’effetto, e lasciano grande spazio all’immaginazione e alla fantasia. 

 

Conclusioni 

Questa esperienza è stata molto interessante, sia dal punto di vista dell’anziano, sia dal punto di vista dell’operatore. Sperimentare approcci nuovi prima di una lettura e vedere come l’anziano reagiva è stato molto intenso. 

Spesso, dopo la conclusione del progetto, gli anziani richiedevano di poter sfogliare alcune poesie oppure che gliele leggessi nuovamente. 

Una parte fondamentale del progetto è stato  riscoprire attraverso l’olfatto, la vista e il tatto nuovi modi di osservare un libro e acquisire nuove modalità con cui rapportarsi, sia con esso, sia con sé stessi e soprattutto con gli altri. Si sono instaurati nuovi meccanismi di relazione, acquisendo nuove autonomie e nozioni, uscendo dal concetto che l’anziano non possa apprendere nuove competenze. 

Le poesie Scacciapensieri sono state davvero una medicina magica per gli anziani, comunicando al cuore dell’utente, spingendolo a sognare, a essere libero di esprimersi e a ritrovare quella spensieratezza che, con l’età avanzata, si tende ad abbandonare.

Le parole su cui ci siamo soffermati hanno avuto un ruolo fondamentale: rievocando la memoria remota, superando momenti di agitazione o traumi riaffiorati, portando l’anziano a immaginare fatti non accaduti, ma che avrebbero voluto vivere.

Concludo questa bellissima esperienza scrivendo di seguito un pensiero scritto da M. in uno degli incontri di lettura del libro Scacciapensieri

 

L’abbraccio è il gesto d’amore più completo:

così si rimettono insieme i pezzi dell’anima.

 


 

lucrezia mediciLucrezia Medici 
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