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Poetry Therapy Italia

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Il più perfetto dei romanzi brevi di Hesse, scritto nel 1932, in quel "periodo torbido, disperato e tuttavia così fertile che seguì la prima guerra mondiale".

Ottantaquattro pagine che racchiudono, come un prezioso scrigno, il cammino che ogni essere umano dovrebbe intraprendere verso se stesso. È un pellegrinaggio tra i più perigliosi, dove uomini disparati (forse anche disperati) si mettono in cammino verso una meta che non è un luogo, ma una dimensione altra della realtà, una dimensione non meno vera, seppur invisibile, della realtà stessa. È un viaggio che non ha un inizio, né una fine, ma è un incessante movimento che percorre il tempo e lo spazio da sempre, e in cui tutti i nomi della storia possono essere nostri compagni di viaggio.

cover hesse"C'erano tra noi molti artisti, molti pittori, musicisti, poeti c'era l'ardente Klingsor e l'irrequieto Hugo Wolf, il laconico Lauscher e il brillante Brentano", ma anche troviamo nel cammino Mozart, Lao Tze, Platone, Senofonte, Pitagora, Alberto Magno, Don Chisciotte, Baudelaire, Novalis e tutti quelli che prima di noi hanno lasciato fertili tracce per aiutarci nel nostro pellegrinaggio.
Molti sono i conturbanti segreti che il lettore incontra leggendo questo libro così come incontrerà molti tranelli di una realtà apparentemente sfuggente, che è invece un potente mezzo pedagogico, un violento e necessario svezzamento per dissolvere le nostre tenaci resistenze al rischio radicale della vita.
Il Viaggio, dimensione costitutiva dell'essere umano, è qui visitato nella sua vigorosa dimensione simbolica, mostrandoci che quello che ci occorre sono la visionarietà e il sogno, l'invenzione e l'esplosione di uno spirito che ci tolga dalle logiche di un presente mortificante per portarci in quei territori, non controllabili ma salvifici, in cui sono passati quei molti che hanno osato distruggere il vecchio che ci teneva prigionieri per rimettere al centro il centro della vita.

La misteriosa lega de: il pellegrinaggio in oriente ha proprio questo servizio, quello di farci sentire partecipi di un grande viaggio, un viaggio che, pur in solitaria, non è mai in solitudine. Ancora una volta Hesse è uno scardinatore e un prefiguratore, un cantore della nostra comune Anima:

Chi va lontan dalla sua patria, vede
Cose da quel che già credea, lontane;
Che narrandole poi, non se gli crede,
E stimato bugiardo ne rimane:
Chè 'l sciocco vulgo non gli vuol dar fede,
Se non le vede e tocca chiare e piane.
Per questo io so che l'inesperienza
Farà al mio canto dar poca credenza.

Il vero scrittore è anche un profeta che sa portare alla luce quel che ancora non ci appare ma che già si sta formando. È un esploratore di solitudini, di deserti e terre desolate, nuota sempre contro corrente e si sa che invece la storia è ricca di esempi dove pare che il solo desiderio sia quello dell'oblio. Si distrugge proprio quello che più ci è necessario e vitale, si mette sul rogo chi ci invita a una nuova possibile vita.

Il libro di Hesse ci aiuta a tenere insieme vivi e morti, sogno e realtà, così da continuare a fare Anima e Anima la si fa vivendo; perché Anima ci chiama al rischio della vita, non è certo quella finzione di saggezza che un certo tipo di moralità approva. L'anima ha una sua morale che si contrappone determinatamente a quella comune. Non le piace il vantaggio comune, lei non cerca vantaggi, ma Vita e vita piena: cerca rischio, consapevolezza, trasformazione.
È un gioco da Elfo, e chi meglio di Hermann Hesse sa insegnarci a giocare a questo magico e salvifico gioco?!

Hermann Hesse, Il pellegrinaggio in orientePiccola Biblioteca Adelphi, 1973

 

 


 

azzurra d agostinoPatrizia Gioia, designer e poetessa, cofondatrice di Mille Gru (2006), è responsabile del settore arte e cultura di Fondazione Arbor, che ha avuto come primo presidente Raimon Panikkar. Opera per diffondere il dialogo inter/intra culturale e religioso, organizzando giornate di lavoro e incontro con studiosi di fama mondiale. Membro di ARPA ( Associazione per la Ricerca in Psicologia Analitica ) scrive libri di poesia e articoli per riviste e giornali web, rivitalizzando il pensiero mistico simbolico al crocevia tra oriente e occidente. Nel 2000 fonda SpazioStudio13 a Milano, luogo di incontro e confronto.
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