Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Poetry Therapy Italia

015 nido nucci 

Nido, poesia in dolce attesa è una pratica di poesiaterapia (ideata da Dome Bulfaro e coordinata da Giacomo Nucci) da attuarsi in età prenatale che coinvolge l’intero nucleo familiare. L’obiettivo è far sentire intimamente alla coppia, oppure alla famiglia con figli che sta accogliendo il nuovo arrivato, quanto sia unico e irripetibile ciò che nel tempo della gravidanza materna sta accadendo a tutti loro. L’articolo, oltre ad accogliere una premessa teorica del suo ideatore, descrive la pratica in tutte le sue fasi.

Quando una donna è in dolce attesa del suo primo bambino, non si sta formando nel suo grembo solo una vita completa in tutte le sue parti. La donna e l’uomo che formano una coppia stanno mutando in genitori. Lei sta mutando la sua identità in madre e lui in quella di padre. Queste tre gestazioni, bimbo-figlio, donna-mamma e uomo-papà, stanno costituendo una neo famiglia, se il nascituro è il primogenito di una coppia, oppure una famiglia ampliata, se il nuovo arrivato non è il loro primo figlio.
La gestazione del figlio neonato corre quindi di pari passo con quella del neo nido familiare. La nostra ricerca di poesiaterapia chiamata “Nido” cammina sul binario di queste due gestazioni.
I genitori, specie se alla loro prima esperienza, sono molto focalizzati sul loro neonato, ma meno sul nido che stanno formando. Gli impegni di lavoro, la routine della vita quotidiana, spesso li assorbono eccessivamente tanto da non permettere alla coppia di rendersi conto a sufficienza che giorno dopo giorno in quei nove mesi di gravidanza stanno intrecciando i rametti-fondamenta di un nido che, anche se invisibile, accoglierà e proteggerà per il resto della loro vita oltre al loro “uovo” anche loro stessi. La robustezza e il calore affettivo di questo nido dipendono molto dal grado di intimità e di consapevolezza che i genitori maturano, insieme, nel tempo di costruzione del nido.
La pratica fa sentire intimamente alla coppia oppure all’intero nucleo familiare che sta accogliendo il nuovo arrivato, quanto sia unico e irripetibile ciò che nel tempo di gravidanza sta accadendo a tutti loro. È come se la famiglia si disponesse a cerchi concentrici intorno alla loro poesia, che fa da primo cerchio e nucleo agli altri cinque cerchi che seguono: quello del neonato nel grembo, quello della madre, quello della coppia, quello dell’intera famiglia e, infine, quello del nido familiare.

Non solo la madre, ma la coppia e l’intera famiglia sono in realtà in dolce attesa della loro poesia. Al centro di questa attesa ci sono il neonato nel grembo, la madre, portatrice di questa poesia e il nido familiare. I facilitatori diretti del processo “Nido”, in questo contesto così intimo e misterioso, devono agire in modo discreto, delicato, tanto da non essere percepibili, come fossero angeli custodi.” (Dome Bulfaro)

Mancava uno spazio-tempo dedicato alle famiglie in dolce attesa. In tanti hanno sviluppato pratiche di poesiaterapia per bambini, per giovani, per adulti, anziani, malati terminali. Ma per la fascia prenatale sono state sperimentate e sviluppate, al di là di alcuni interventi legati alle ninne nanne, poche esperienze.

Per chiudere un ideale cerchio che abbraccia tutta l’esistenza, dal concepimento alla morte, Dome Bulfaro ha ideato il progetto Nido, poesie in dolce attesa, che poi abbiamo sviluppato insieme, coadiuvati dal gruppo di teatropoesia/poetry therapy guidato dallo stesso Bulfaro presso la Scuola Binario 7 di Monza e di cui anch’io faccio parte. Lo abbiamo sperimentato con coppie di amici, a casa loro, in totale gratuità da parte nostra, aspetto che sorprende favorevolmente le coppie. In questa fase di sperimentazione ci è sembrato importante condividere questo progetto partendo dalla base di una comune disponibilità e fiducia.

I nostri “massaggi poetici”, così per gioco li soprannominiamo Dome e io, si sono svolti sempre all’ottavo mese di gravidanza, in modo che il feto fosse già completamente formato e quindi potesse, in sicurezza, reagire e farsi sentire meglio.

Come poeti a domicilio la nostra prima premura è quella di creare il clima giusto perché le parole portino consapevolezza, tenerezza e pace. Si interviene in sottrazione semplicemente facilitando ciò che già la famiglia desidera e che per varie ragioni fa fatica a condividere in gravidanza: silenzio, contatto fisico, parole buone, significati profondi, radici comuni.

Qui di seguito ecco i passaggi che operiamo e che abbiamo sperimentato dal dicembre 2017:

Fase preparatoria: nelle settimane precedenti all’appuntamento, chiediamo alla coppia o a tutta la famiglia che ha già avuto il primo figlio, di scegliere insieme cinque parole per loro particolarmente positive che il gruppo di teatropoesia/poetry therapy (legato al gruppo di ricerca di Millegru) impiegherà per comporre brevi testi, con determinate caratteristiche “terapeutiche”, insieme ad altre minime informazioni dalla famiglia: nome, età, professioni, interessi particolari, di tutti i componenti del nucleo familiare. Tutti i testi prodotti vengono raccolti, se necessario rivisti dalla coppia di facilitatori che le utilizzerà al momento del “massaggio poetico”. La formazione ideale per somministrare “Nido” è la coppia (al limite singolarmente). Fino ad ora abbiamo sempre operato in due, Dome e io. A chiusura di “massaggio” tutti i testi composti dal gruppo, che siano stati usati e meno durante la pratica dai due facilitatori, vengono poi donati alla famiglia. 

Fase preliminare: noi poeti dobbiamo essere puliti e profumati (non con profumi invasivi), curare il nostro alito evitando nei pasti precedenti cibi troppo forti, come per es. l’aglio o la cipolla.

Chiediamo alla famiglia di preparare un ambiente ideale accogliente per tutti. Chiediamo che lo spazio abbia una temperatura adeguata e, sempre che alla famiglia vada bene, consigliamo loro di scegliere una musica strumentale da tenere molto bassa in sottofondo, mantenere le luci soffuse (se possibile) e diffondere un profumo (meglio se non pungente) che possa rendergli questo tempo a loro riservato ancora più piacevole e speciale.

Prima di iniziare la pratica, intorno al tavolo, magari sorseggiando un tè insieme, sempre col fine di creare armonia e tranquillità, illustriamo brevemente ciò che faremo, il senso e ciò che di molto positivo è già accaduto con altre coppie e famiglie.

È molto importante, infine, che ci sia una buona intesa tra i due poeti che somministrano il massaggio, perché tutto quello che accade deve essere fluido e condiviso, senza salti e soprattutto i due poeti dovranno agire in punta di piedi e intendersi con gli sguardi e i gesti, sempre ascoltando attentamente ciò che fa l’altro.

Primo passaggio: uomo e donna stanno seduti sfalsati, uno di fronte all'altra, tenendosi per mano se lo vogliono. Le ginocchia quasi si toccano.

Noi giriamo intorno creando i primi rametti del nido d’amore ad altezza orecchio, cervelletto, spalle e braccia. Usiamo un tubo apposito che abbiamo testato nei corsi di teatropoesia per potenziare i suoni. In questa fase usiamo suoni incanalati nel tubo più che le parole, creando un tappeto sonoro melodico, privo di buchi.

Secondo passaggio: uomo e donna sempre seduti sfalsati, uno di fronte all'altra, si avvicinano in modo che le cosce siano a contatto (la destra di uno e la destra dell’altra). Anche le braccia si toccano di più. Se fa piacere alla coppia si possono tenere per mano.

Noi poeti ruotiamo delicatamente intorno alla coppia/famiglia, ma integriamo all’uso del tubo sonoro anche le poesie composte ad hoc sussurrandole all’orecchio, alla nuca o in corrispondenza del sesto e settimo chakra della testa.

Terzo passaggio: la coppia si abbraccia – sempre seduta - con l’uomo che avvolge da dietro la donna e i due si tengono per mano; noi giriamo, ma con il testo poetico più presente rispetto al tappeto sonoro creato col tubo. Se la casa lo permette e la coppia lo desidera, questa posizione può essere anche praticata sul pavimento su grandi cuscini, appoggiando la schiena al muro. I poeti in questo caso diranno le poesie solo lateralmente, nelle orecchie o nel settimo chakra.

Quarto passaggio: la mamma può dire la poesia rivolgendosi al bambino, nella posizione che preferisce, che può essere seduta sulla sedia o per terra. Il papà pure, qualora se la senta, legge al bambino nel pancione una o più poesie scelte da lui o dalla mamma tra quelle composte appositamente dal gruppo sulla base delle cinque parole. Qui i poeti tacciono. Devono solo agevolare la lettura del testo suggerendolo all’orecchio ed evitando a chi parla di tenere in mano il foglio col testo.

Congedo con la famiglia: si può concludere ancora con un girotondo di tubo, perché le parole ascoltate arrivino ancora più in profondità. E poi li si lascia soli, in ascolto l’uno dell’altro, in ascolto del loro nido, in ascolto del loro mistero.

Il clima che ogni volta si crea indica ai facilitatori come procedere con il massaggio. Se la coppia entra bene in sintonia dopo i primi due passaggi è già in una condizione ottima. Vale la regola generale che non bisogna superare l’ora di massaggio, altrimenti le cinque parole scelte rischiano di venire assorbite da tutte le altre e quindi si perde il senso di averle preferite tra tutte e portate come le più preziose.

Nel caso la coppia abbia già dei figli piccoli, se le condizioni lo permettono, sarebbe importante coinvolgerli nel trattamento. Negli ultimi due appuntamenti di massaggio poetico è successo che il nucleo familiare fosse già composto da 4 persone. I due fratellini, nelle prime due fasi, hanno partecipato abbracciati a mamma e papà. C’è stato meno spazio per dire tutti i testi composti, ma il contatto e il nido allargato sono stati molto intensi. In questi casi ci pare opportuno dialogare molto coi bimbi presenti per indirizzare l’azione al meglio e farli sentire uniti ancora di più al nascituro.

A chiusura solitamente condividiamo qualche restituzione a caldo sul trattamento poetico effettuato: ciò che ha giovato di più e ciò che ha funzionato meno. Un neonato stimolato dal trattamento reagisce nella pancia, stimolato il più delle volte dal tubo o dalla poesia detta al neonato dal padre in prossimità del grembo.

Alle coppie e ai bambini chiediamo di scriverci a distanza di qualche giorno un commento sul massaggio ricevuto. Sono sempre stati tutti molto positivi. Di questo, noi poeti a domicilio, siamo contenti specie quando i commenti contengono materiale di studio e miglioramento di questa ricerca. 

Feedback degli utenti:

Riportiamo qui la restituzione avuta dopo l’ultimo “massaggio poetico” effettuato a Brugherio (MB) il 4 gennaio 2020 con i genitori Lucia e Andrea, insieme ai figli Daniele (4 anni), Marta (2 anni) e naturalmente il loro terzo nascituro:

[…] per noi ieri è stato MERAVIGLIOSO. Volevamo innanzitutto pregarvi di far arrivare il nostro più sincero Grazie a tutti coloro che hanno scritto le poesie per noi. Non l'avevamo capito questo all'inizio e il coinvolgimento di tutte queste persone è commovente. L'esperienza vissuta insieme ieri sera è qualcosa di speciale nel suo genere. Voi la chiamate “massaggio poetico o poesie per il nido”... per noi è stata una coccola per l'anima fatta su misura. Il numero di parole … 5 ... all'inizio non comprendevano bene il perché del numero o quanto potessero dire di ciò che sentiamo. Non sappiamo come, ma queste poche parole, incastonate come gemme nei vostri pensieri di poesie sono riuscite a esprimere delle emozioni che sentiamo veramente. La piccola nella pancia si muoveva tanto e come ha detto ieri Lucia questa cosa accade abbastanza raramente. E Lucia ha capito in maniera distinta che questo muoversi della piccola era perché era felice e gli venivano passate delle belle emozioni e sensazioni. Marta (2 anni) è stata rapita da questo momento... è stata lì in silenzio… a volte si nascondeva... a volte guardava noi e voi per comprendere… e ha seguito tanto e ha preso una confidenza inconsueta con voi, per via di quello che aveva vissuto insieme. Dani è rimasto felicissimo... prima di iniziare a giocare ha detto a Lucia 'sembri una regina' e questo secondo noi è come lui ha visto e vissuto questo momento: qualcosa di speciale che va oltre alla quotidianità e che dà una visione unica della persona… e in questo caso “non sono io ma è la pancia che porta la bimba..quello che è dentro… e ieri gli è stato  fatto vedere tutto come una magia” (parole di Lucia). Grazie di cuore. Esperienza unica, memoria per sempre. Grazie di averci fatto questo dono grande.”

 


 

giacomo nucciGiacomo Nucci insegna lettere alla scuola secondaria di 1° grado dopo la laurea in Lettere Classiche in Statale di Milano. Dal 2009 fa teatro e dal 2013 teatro-poesia, sotto la guida di Dome Bulfaro. Ha pubblicato una raccolta di poesie, Sabbie e sorgenti, nel 2013 con Steber Edizioni. Dal 2017 è membro del gruppo editoriale e di ricerca Millegru, con cui ha pubblicato Così va molto meglio. Nuove pratiche di Poetry Therapy e con cui pratica poesia ad alta voce, laboratori per bimbi, massaggio poetico con donne incinte e con adulti.
» La sua scheda personale.